La sicurezza alimentare della cucina tradizionale secolarmente collaudata, il conforto di studi e test medici avanzati tesi a stabilire standard alimentari corretti basati sull’osservazione clinica di somministrazioni alimentari in cui la scelta e l’origine dell’ingrediente, la sua freschezza, unitamente alla sua modalità di lavorazione assieme ad altri ingredienti, l’esposizione media della temperatura di cottura, l’uso degli odori, del sale, dei grassi, le caratteristiche e lo stato dei recipienti di cottura, tutto questo mix di atti e attenzioni deve essere mirato non solo all’attrazione alla seduzione, organoletticamente parlando, degli occhi, dell’olfatto, della gola, ma condurre al prodotto finale servito a tavola che dovrà possedere caratteristiche di buona digeribilità e di rispetto per l’equilibrio della flora intestinale di ciascun commensale.

Sembra quindi di rasentare la banalità ricordando quanto sopraesposto, in realtà non è per niente banale attuare quotidianamente con rigore tutte quelle serie di iniziative e attenzioni volte a tutelare il gusto e la salute del consumatore, oggi più che mai minacciata dall’uso sempre più massiccio del cibo preconfezionato e dunque abbondantemente addizionato, giocoforza, da sostanze che agiscono sul sapore e sulla conservazione del prodotto; prodotti preconfezionati che vengono di sovente preferiti dagli operatori perché garantiscono una maggiore velocità di esecuzione dei piatti, la costanza standard del sapore finale, il minor costo d’esecuzione del singolo pasto rispetto all’acquisto e all’utilizzo del prodotto fresco!

Con tutto il rispetto astrattamente dovuto ai produttori e agli utilizzatori di prodotti già lavorati e semilavorati, noi siamo del parere di non utilizzare tali prodotti:

  • perché i sapori standardizzati non ci piacciono perché annullano le peculiarità e la creatività culinaria della preparazione specifica di un piatto visto nella sua unicità
  • per quanto consapevoli che le sostanze addizionate ai prodotti semilavorati siano singolarmente autorizzate dalla legge, in ogni prodotto preconfezionato ne esistono tante e tali, scelte dal produttore in base al risultato finale prefisso, senza che il prodotto finale sia stato sufficientemente testato né su persone né su animali a garanzia del consumatore. Tale cocktail di sostanze addizionate non è detto che debba automaticamente nuocere all’organismo, per carità!! – Non vogliamo fare demagogia. Ma per noi vale il principio cautelativo, per i prodotti semilavorati e lavorati: nel dubbio, meglio astenersi!
Chef Gianfranco